Dimensione del carattere 

Giovedì 12 marzo 2026

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

Ricerca avanzata

12/03/2026

La lunga impronta del dissesto

Una decisione presa nel luglio 2012 pesa ancora sul bilancio del Comune Capoluogo. Intervista a Piercarlo Fabbio di Massimo Taggiasco

   

La lunga impronta del dissesto

Intervista a Piercarlo Fabbio di

Intervista a Piercarlo Fabbio di Massimo taggiasco da Alessandria24 - https://www.alessandria24.com/2026/03/11/piercarlo-fabbio-alessandria-paga-ancora-oggi-le-conseguenze-della-dichiarazione-di-dissesto-del-2012/

Alessandria. Sono passati quasi tre lustri da quel lontano 12 luglio 2012 quando la giunta comunale di Rita Rossa, con Giorgio Abonante assessore al bilancio e alla programmazione finanziaria, dichiarò il dissesto e siamo al punto di partenza.
La Corte dei Conti, proprio in questi giorni (come riportato dal nostro giornale), ha certificato che, per quanto riguarda la situazione contabile attuale del comune di Alessandria, “le criticità continuano a permanere e mostrano caratteristiche strutturali”.
Evidentemente, come sostenuto da molti osservatori all’epoca, quella dichiarazione non solo non servì a nulla allora, ma le sue nefaste conseguenze gravano ancora oggi sulle tasche degli incolpevoli cittadini alessandrini.
Eppure, in allora, si scatenò, nei confronti del Sindaco uscente, Piercarlo Fabbio, una vergognosa campagna fatta di denigrazione e disinformazione che additò in lui il responsabile di tutti i mali, contabili e non, che avrebbero “forzatamente” determinato la scelta del “fallimento” delle casse comunali.
Nulla di più falso, come ebbe a riconoscere in seguito la stessa Corte dei Conti e, soprattutto, come dimostrano i fatti: dopo 14 anni nulla è cambiato, a dispetto dei tanti “geni” della finanza locale che hanno fatto impegni e promesse che hanno solo impoverito la città, trasformando Alessandria in una città sempre più grigia e immobile.
Ho allora voluto incontrare proprio il Sindaco Emerito Piercarlo Fabbio per sentire la sua voce controcorrente, in un momento in cui, purtroppo, i conti e i numeri delle casse comunali, sembrano dargli, ancora oggi, ragione.

La Corte dei Conti ha fotografato in questi giorni una situazione contabile del Comune di Alessandria tutt’altro che rosea…

La relazione della Corte dei conti che parla di “crisi strutturale” per il Comune di Alessandria riporta inevitabilmente alla radice di molte delle difficoltà finanziarie che la città continua a scontare: il dissesto dichiarato nel luglio 2012. È da quella decisione che prende avvio una stagione amministrativa i cui effetti continuano ancora oggi a pesare sui conti di Palazzo Rosso.

Fu, secondo lei, una scelta obbligata della Giunta Rossa (con l’attuale Sindaco, ricordiamo, Giorgio Abonante assessore al bilancio e alla programmazione finanziaria), dovuta alle amministrazioni precedenti, come si tentò di   far credere?

Il dissesto del Comune di Alessandria nel luglio 2012 fu una scelta, non una necessità inderogabile. Fu la politica della giunta allora eletta a mischiare pericolosamente vendetta e contabilità.
I risultati si vedono ancora oggi. Le roboanti dichiarazioni sui 200 milioni di deficit si sono progressivamente ridimensionate fino a poco meno di venti milioni. Non a caso la stessa ricostruzione dei fatti ricorda come, al momento della dichiarazione di dissesto, la cifra effettivamente mancante fosse pari a circa 19,5 milioni di euro.

Perché quel “balletto” di numeri?

Quelle cifre, in realtà, nascevano da un grande equivoco contabile: si confondeva il debito effettivo del Comune con l’ammontare dei residui passivi, grandezze tra loro del tutto diverse. I residui passivi rappresentano infatti impegni di spesa iscritti a bilancio ma non ancora pagati e comprendono spesso somme destinate a essere riaccertate, ridotte o cancellate negli esercizi successivi.
Se si vuole individuare dove, nei bilanci comunali, si annidano le vere criticità, esse stanno semmai nell’entità dei residui attivi, cioè nelle entrate accertate ma non ancora riscosse.
L’equivoco sui residui passivi non venne mai seriamente chiarito e, anzi, parve essere scientemente alimentato nella comunicazione politica del tempo, fino a essere sbandierato persino nelle trasmissioni della televisione di Stato.

Nessuno ha voluto mai approfondire altre situazioni che avrebbero potuto riqualificare la situazione economica del nostro Comune…

In quel momento esisteva, in realtà, un’operazione già avviata che avrebbe inciso in modo decisivo sul riequilibrio dei conti comunali: la vendita del 49% dell’AMIU. La gara europea era stata bandita nel dicembre 2011 e nel maggio 2012 erano già stati nominati il nuovo presidente, il nuovo amministratore delegato ed era stata costituita la newco destinata a gestire la società. Un’operazione che avrebbe portato nelle casse comunali circa 45 milioni di euro, di fatto sufficienti a sanare il debito.
Quella gara venne però soppressa dalla nuova amministrazione sulla base di una presunta illegittimità. Si decise così di rinunciare a quelle risorse e di trattenere integralmente un servizio che pochi anni dopo sarebbe finito in fallimento proprio a seguito delle scelte politiche compiute in quella fase.

Tutti i nodi vengono al pettine e oggi, dopo tante parole e promesse, ci ritroviamo al punto di partenza.

Che oggi, a distanza di tre lustri, il Comune di Alessandria si trovi ancora in condizioni di notevole difficoltà di bilancio non fa che confermare quanto dichiarammo in aula nel luglio 2012: il dissesto sarebbe stato uno strumento dal quale sarebbe stato difficile risollevarsi in tempi brevi.
Incapacità, impreparazione, scelte avventate, scarsa conoscenza dei meccanismi contabili? Probabilmente un po’ di tutto questo, unito a una classe dirigente che ha interpretato la politica e l’amministrazione più come un conflitto-gioco che come un serio percorso di responsabilità, continuità istituzionale e competenza amministrativa.
Il tempo, come spesso accade, è il giudice più severo: e dopo quindici anni dimostra che il dissesto del 2012 non fu la soluzione dei problemi della città, ma l’inizio di una lunga stagione di difficoltà da cui Alessandria non si è ancora liberata.

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria