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Venerdì 13 marzo 2026

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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05/01/2004

Auguri alla scomodità,
dunque buon 2004!

Il governo Berlusconi e la maggioranza parlamentare hanno molto seminato e poco raccolto in questi due anni e mezzo. Fabbio prova a raccontare le difficoltà e i successi del centro destra alla guida del Paese. E augura buon anno...

   

La domanda sull'azione del Governo Berlusconi, rivoltami da Stefano Venneri, durante la consueta "diretta" del lunedì, non è retorica. In effetti il pregiudizio sul quale buona parte dell'opinione pubblica fonda la sua valutazione sul Governo in carica è netto: il Presidente del Consiglio sarebbe reo di aver promesso agli italiani un Paese dal costante sorriso sulle labbra ed avrebbe, invece, consegnato loro un'Italia ricca di privazioni, sacrifici e più povera. Fatto vero o costruzione realizzata ad arte da certi maestri di pensiero dell'immaginario collettivo, sostanzialmente legati al grande carrozzone della sinistra italiana che, in quanto a bugie, non riesce ad essere battuta da alcuno? Proviamo a ragionare sui fatti che conosciamo. L'attuale governo di centro destra ha dovuto operare in un quadro economico nazionale ed internazionale di grande sofferenza. Non è solo l'attacco dell'11 settembre 2001, ma anche la depressione, già in corso, dell'economia mondiale. Neppure nel 1929 si è avuto un "double deep", una doppia caduta, come quella registrata tra il 2001 e il 2003. Neppure nel 1929, la crisi depressionaria durò così a lungo. Tanto per stare ancora nel 2001, come non ricordare la guerra contro il regime dei Talebani in Afghanistan. A questa il 2002 fa seguire l'impatto dell'Euro sulla nostra economia, la crisi economica del sud America e la ripresa del terrorismo nazionale, mentre nel 2003 sono da considerarsi eventi economicamente influenzanti la guerra di liberazione dell'Iraq - e in questo contesto non posso non ricordare il sacrificio dei nostri soldati a Nassiriya - e l'irruzione anche un po' scorretta di un nuovo concorrente sui mercati mondiali: la Cina. Governo e Parlamento come hanno fronteggiato la depressione? Come hanno affrontato i processi di cambiamento che erano stati promessi durante la campagna elettorale delle elezioni politiche? Un elemento assai importante è stata la ripresa di un'iniziativa autonoma in politica estera: l'Italia - tra le prime potenze economiche al mondo - si è resa protagonista con la propria politica nel contesto internazionale. Sul piano previdenziale l'aumento delle pensioni minime ad un milione di lire al mese è stato il più pubblicizzato, ma anche l'esenzione IRPEF per i pensionati che guadagnano fino a 7000 euro all'anno ha fatto la sua parte e la proposta riforma delle pensioni, che l'Europa da tempo ci chiede, andrà in vigore dal 2008. In sede di finanziaria 2003 si è proceduto alla prima diminuzione delle tasse. Certo, il Centro destra aveva fatto intendere che la riduzione avrebbe potuto essere più generosa, ma le speranze di giungere entro fine legislatura a sole tre aliquote è contenuta nella riforma fiscale, che è legge dello Stato. Sul versante dell'immigrazione, la legge Bossi-Fini ha colto un aspetto di chiarezza di cui si sentiva la necessità: regolarizzati 703 mila lavoratori, il che garantisce anche un sensibile incremento dei contributi che vengono versati alle casse dell'erario. Tra le grandi riforme, da considerare quella della Scuola. La si attendeva da decenni, ora la si deve applicare in modo graduale. Vi sarà il diritto-dovere all'istruzione e alla formazione per almeno 12 anni e dal 15 anno d'età potranno essere effettuati percorsi di alternanza scuola-lavoro. A queste "quisquiglie" si aggiungano: la legge obiettivo per le grandi opere (dicembre 2001), la riforma del diritto societario (ottobre 2001), la riforma dello Stato (ddl ottobre 2003), i successi nella lotta alla microcriminalità e al terrorismo, il poliziotto e carabiniere di quartiere e, tanto per finire, la Legge Biagi di riforma del Mercato del Lavoro. In arrivo la riforma della giustizia e la legge sul conflitto di interessi, mentre, dopo gli aggiustamenti voluti dal Capo dello Stato, la legge Gasparri potrà produrre i suoi frutti. Un elenco? Può darsi. Ma di cose fatte. Sulle quali si può opinare nel merito. Assai poco sulla consistenza. Direi, però, che, al di là dell'indubbia produzione legislativa, il centro destra ci ha segnalato un problema, del quale ancora oggi la sinistra non si capacita: il mondo sta cambiando e per stare al passo con i tempi bisogna che anche il nostro Paese muti. Le soluzioni proposte magari sono opinabili, ma almeno questa presa di coscienza vive ed esiste. Capisco che questo messaggio dia meno tranquillità di quello ormai conservatore della sinistra, ma è quello che serve. È un po' come svegliarsi da un lungo sonno e lavarsi il viso con l'acqua fredda. Sarà brusco, ma almeno è realtà. Auguri alla scomodità, dunque e buon 2004!

Piercarlo Fabbio

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria