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14/04/2012

Affaire Guala: su Giunta Scagni indaga Procura Corte dei Conti

Colpo di scena, gli accusatori diventano accusati. Così in piena campagna elettorale è la sinistra con la vecchia Giunta del PD a salire sul banco degli accusati. Un buco di 8,5 milioni di euro!

   

Affaire Guala: su Giunta Scagni indaga Procura Corte dei Conti

ALESSANDRIA. Riecheggiano ancora tra le mura di Palazzo Rosso le accuse dei vecchi amministratori, che predicando trasparenza e la legalità, definivano ‘ladri’ gli appartenenti all’attuale maggioranza. Varrebbe forse la pena, in questo caso, di rispolverare l’antico detto della trave e della pagliuzza, perché le indagini in corso da parte della Procura della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica questa volta non raggiungono gli uffici dell’attuale sindaco Piercarlo Fabbio, ma sono rivolte all’operato della Giunta Scagni.

L’Organo di Controllo sta infatti indagando su presunte irregolarità relative alla convenzione urbanistica tra Guala Closures Spa e Comune di Alessandria. Tutto parte dall’aprile 2011 quando, Carlo Alberto Ravazzano, allora ragioniere capo del Comune, presentava ai revisori dei conti dell’Ente una nota in cui si chiedeva la cancellazione di un residuo attivo di 3 milioni e 100 mila euro sul bilancio 2005. Di conseguenza, il 14 dicembre scorso, il consigliere comunale Pdl Mario Bocchio, aveva denunciato la vicenda all’organo di controllo, il quale, l’8 marzo, aprì un fascicolo. Attraverso la documentazione dettagliata del consigliere Bocchio, possiamo ricostruire la vicenda: l’operazione prevedeva la permuta dei locali dell’ex stabilimento Guala in via San Giovanni Bosco con terreni a Spinetta Marengo, espropriati dal Comune come agricoli per poi farli diventare industriali e costruirci la nuova sede dell’azienda. Non sarebbe stata fatta inoltre alcuna perizia sulla struttura acquisita dal Comune, quindi sopravvalutata rispetto al valore di mercato, omettendo la presenza di una copertura in amianto per 13 mila metri quadrati.

Sui terreni di Spinetta, il Comune, per un’errata valutazione, ha dovuto pagare oneri finanziari per circa 8,5 milioni di euro, quindi il disavanzo tra il valore agricolo e quello industriale. Nella transazione emerge inoltre una strana operazione: l’azienda doveva corrispondere inoltre circa 3 milioni e 100 mila euro all’Ente ma, nello stesso giorno, sono entrati regolarmente nelle casse comunali ma ritornati poche ore dopo alla Guala, senza alcun atto ufficiale. Seguendo questo ragionamento quindi il bilancio comunale del 2005 potrebbe essere falso.

"Un’operazione sulla quale dovrebbero spontaneamente fare chiarezza – dichiara il consigliere Bocchio -, senza attendere la richiesta ufficiale e formale dei magistrati che stanno coordinando l’inchiesta".

Infatti, trattandosi di denaro pubblico, ai cittadini vanno date le necessarie spiegazioni. "La pesante eredità – prosegue Bocchio – ha dovuto essere gestita dai successori della giunta Scagni che, per amore della città, hanno comunque lavorato per dare concrete possibilità di crescita ad Alessandria, anche in anni di crisi economico-finanziaria difficilissimi".

Le ipotesi di reato che potrebbero essere contestate vanno dal falso ideologico ad abuso d’ufficio e peculato. Secondo l’esposto di Bocchio, gli effetti della transazione potrebbero portare anche ad un danno erariale. "Mi stupisco – conclude Bocchio – che chi ha scheletri nell’armadio si erga a moralizzatore senza macchia. L’ex sindaco ha lanciato pesanti accuse nei confronti degli attuali amministratori, salvo poi essere maldestramente scaricata dal suo partito che però arruola tra i cavalli di razza della lista principale a sostegno della candidata del centro sinistra alle elezioni amministrative di inizio maggio proprio quell’ex assessore. Basta con le prese in giro ai cittadini. La magistratura farà il proprio corso ma, di certo, chi ha preteso in questi mesi di fare il giudice ha avuto poco memoria e troppa fretta".

 

da "Skylinetv"


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