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Martedì 6 gennaio 2026

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria

   
   

   

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05/01/2026

La confusione PD e il Venezuela

Sono preoccupato, da vero democratico, per la deriva imboccata dal PD dopo i fatti del Venezuela... di Piercarlo Fabbio

   

La confusione PD e il Venezuela

Sono preoccupato

Sono preoccupato, da vero democratico, per la deriva imboccata dal PD dopo i fatti del Venezuela. Lo sono, perché in una democrazia, anche l’opposizione va tutelata, in quanto potenziale alternativa al governo del Paese. Lo sono, perché clamorosamente, il PD fa prevalere le modalità sui principi confondendo valori e azioni, che in termini concettuali ne dovrebbero derivare.

Ora cosa vi è di più alto se non quello di restituire la libertà ad un popolo oppresso? Cosa vi è di più importante, se non quello di garantire l’accesso di una popolazione ad un percorso democratico, ove le elezioni siano una realtà e non una farsa? Non ho mai visto un dittatore deposto con il suo consenso; ho sempre osservato che la rimozione di capi di Stato illiberali e autoritari avviene attraverso rivoluzioni cruente ovvero tramite la loro soppressione fisica. E qualche icona della sinistra armata di basco, ne è interprete laicamente sacrale. Se poi si vuole ricordare l’Italia del 1945, lo si può anche fare, ma penso sia inutile per ognuno di noi.

Questi sono i principi: libertà, democrazia. Lo stesso “diritto”, per di più internazionale, che viene richiamato con enfasi dal PD e dai suoi epigoni di sinistra è pragmatismo, di per sé stesso non è principio, ma pratica condivisa per applicarlo. Parlare di “imperialismo” significa discutere di un modo di condurre la politica estera. Nell’Occidente moderno è però retaggio sessantottesco: si sa che oggi lo scontro, casomai è tra due civiltà, non è aggiornamento del vecchio colonialismo.

Nel caso del Venezuela basterebbe alcuni dati per far comprendere la gravità della situazione e le colpe del governo Maduro: 800% di inflazione, crollo del PIL dell’80%; emigrazione di circa un quarto della popolazione, cioè tra 8 e 9 milioni di persone in pochi anni; incarcerazione e tortura per migliaia di oppositori; un Nobel per la pace costretta a nascondersi per non essere arrestata; utilizzo del narcotraffico per insinuare nei paesi occidentali grossi quantitativi di droga. Quella che uccide più di un nostro figlio. E anche qui, un principio a cui pensare è quello di tutela della vita; altro principio è quello della sicurezza dei cittadini dalle narcomafie. Oppure si vorrebbe paradossalmente sostenere che, se la droga parte dal Venezuela, è fatto legittimo e Paesi come gli Stati Uniti o l’Italia dovrebbero intervenire esclusivamente all’interno dei propri confini per contrastare il traffico e disinteressarsi della filiera che lo alimenta?

Poi si potrebbero fare ragionamenti sottilmente diplomatici oppure indagare gli interessi economici, che si celano dietro l’operazione o ancora quelli geopolitici, ma è tutta materia che arriva dopo ed è discutibile almeno negli obiettivi. Siamo sicuri, ad esempio, che grossi quantitativi di petrolio immessi sul mercato globale costituirebbero un vero affare per le major americane? Oppure oggi al massimo possiamo stimarlo, senza esserne del tutto certi?

Mi pare dunque che nel ragionamento condotto in queste ore dalla sinistra ci sia confusione, come minimo. Ma ci sia purtroppo un fatto più grave, perché il PD ha mantenuto lo stesso basso profilo utilizzato da quando Trump ha vinto le elezioni: tutto è sbagliato se fatto dal tycoon. Tutto è miseramente inutile, illegittimo, antilibertario se fatto da un repubblicano sui generis a cui, in questi momenti, neppure i democratici USA hanno potuto contrapporre decisivi ragionamenti critici. L’America viene prima, non solo per gli slogan di The Don, ma per tutti gli statunitensi. E quando diciamo America, sottintendiamo libertà. Toh, un principio che qualcuno ha finto di dimenticare.

 

Piercarlo Fabbio

 

 

 

 

 

Piercarlo Fabbio Sindaco di Alessandria