Realizzare lo sviluppo tutelando l’ambiente
• Rispettare e
difendere l’ambiente non deve equivalere a frenare lo sviluppo. Questa
consapevolezza ha guidato il Governo regionale nel varo di politiche specifiche
ed innovative dal punto di vista culturale e degli strumenti necessari per
integrare processi di sviluppo socio-economico e di conservazione dei valori
ambientali e della tradizione.
• La politica delle
Aree protette (64 aree di cui 6 sono Sacri Monti, che costituiscono una unità
storica e paesaggistica inserita nel 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale
dell’UNESCO) e quella perseguita dagli Ecomusei – di cui dal 1995 ne sono stati
istituiti 17 – sono realtà in cui tale sintesi è diventata metodo di lavoro e
quindi occasione di rinascita delle realtà locali.
• Lo sviluppo del
Progetto “Corona Verde” ha avviato un processo sistematico di riqualificazione
dell’area metropolitana torinese fondato sulla integrazione ed il coordinamento
delle iniziative delle singole amministrazioni.
• Il progetto per il
censimento ed il recupero dei giardini storici di interesse botanico,
attualmente in fase di avanzata realizzazione, sta progressivamente facendo
emergere un complesso e ricco sistema territoriale e culturale con possibilità
di sviluppo di una promettente rete di fruizione, nonché di occupazione e di
qualificazione dei mestieri e delle produzioni ad essi connessi.
• Allo stesso tempo
il Governo regionale ha sempre ritenuto fondamentale integrare le ragioni del
territorio e dell’ambiente con quelle dello sviluppo accogliendo e coniugando le
esigenze di cittadini ed imprese. A tal fine negli ultimi anni il Piemonte ha
attivato finanziamenti e si è dotato di strumenti che hanno permesso di
aumentare la dotazione di infrastrutture - di trasporto, telecomunicazione,
idriche, energetiche e difesa del suolo - mitigandone l’impatto ambientale e,
allo stesso tempo, aumentando la sicurezza e l’ottimizzazione dell’uso del
territorio e favorendo il recupero, l’integrazione e la valorizzazione della
aree collinari e montane.
• Di rilevanza
strategica il Piano di Tutela delle Acque, di cui è stato avviato l’iter di
approvazione e la cui concreta realizzazione consentirà di rispettare gli
obblighi comunitari e nazionali e di conseguire il corretto equilibrio tra
l’esigenze di crescita economica e quelle di protezione di una risorsa
strategica quale l’acqua.
• L’approvazione, da
parte del Consiglio regionale, del Piano energetico–ambientale ha rappresentato
un vero e proprio punto di svolta nelle politiche energetiche del Piemonte. Tra
gli indirizzi qualificanti del Piano vi è senza dubbio la razionalizzazione dei
consumi energetici (soprattutto in campo civile e nel terziario) e il raddoppio
della quantità di energia prodotta da fonte rinnovabile, che oggi si attesta sul
2% circa. Nuovo è anche il metodo di attuazione, che si basa sulla più ampia
condivisione degli obiettivi.
• Per la qualità
dell’aria abbiamo aumentato gli incentivi per l’acquisto di veicoli a basso
impatto e la diffusione dei carburanti “ambientali”, in aggiunta ai tradizionali
finanziamenti erogati a favore del trasporto pubblico locale.
• Ingenti risorse
sono state destinate al risanamento ambientale di aree contaminate del Piemonte
(progetti sono stati varati a Casale Monferrato, Balangero, Basse di Stura,
Pieve Vergonte, per l’Acna di Cengio).
• Per quanto riguarda
i rifiuti, incentivi ed azioni promozionali sono stati dedicati in particolare
alla raccolta differenziata, che sta registrando in Piemonte punte di eccellenza
che vedono superate percentuali di oltre il 50%.
• Per la difesa del
territorio l’attività svolta è stata caratterizzata soprattutto dalla
programmazione e dal finanziamento di importanti interventi (oltre 6.700) per
ripristinare e migliorare le opere pubbliche danneggiate da alluvioni.
• Grande attenzione è
stata posta alle aree montane: rafforzando i servizi pubblici, favorendo lo
sviluppo delle tecnologie di comunicazione, sostenendo l’istruzione primaria e
le nuove opportunità di occupazione è stato invertito il trend demografico
negativo e le aree montane sono tornate infatti ad essere luoghi ambiti per
lavorare e vivere con alti standard di qualità. Il risultato è stato largamente
positivo: dopo che nel periodo 1861-1991 la popolazione residente nel territorio
alpino compreso nelle 48 Comunità montane piemontesi aveva fatto segnare un
–14,57%, passando da 949.824 a 811.473 unità, nel corso del periodo 1991-2003 la
popolazione è invece cresciuta dell’1.42% a fronte di un leggero decremento nel
complesso della regione (- 0,69%)
Dati ed iniziative della Giunta
- La Regione
Piemonte ha sottoscritto nel 2000 una convenzione con Poste Italiane che
consente, grazie all’’operatore polivalente e all’orario modulare, l’apertura
di un ufficio postale in tutti i comuni montani piemontesi.
- Tra gli
interventi più significativi nel campo delle opere pubbliche vanno ricordati
la ricostruzione del ponte di Robassomero, il ponte promiscuo di Pinerolo sul
Chisone, il ponte di Casale Monferrato, arginature e scolmatori a Chivasso,
sistemazione idraulica Roggia Stura con potenziamento della stazione di
pompaggio a Trino e la variante di Balzola ed infine gli interventi di messa
in sicurezza della Bassa Val di Susa.
-Tra gli interventi
realizzati tramite l’AIPO vi sono il nodo idraulico di Ivrea, il nodo
idraulico di S. Mauro e 70 km di arginatura sul bacino del Tanaro; il
ripristino delle opere pubbliche e i beni monumentali danneggiati dagli eventi
sismici degli anni 2000 e 2003 e il ristoro dei danni ai privati cittadini ha
comportato una spesa di oltre 50 M€.
- Nel decennio
1995-2004 sono stati avviati interventi in materia di tutela delle acque e
gestione integrata delle risorse idriche per un ammontare di 573 M€ con il
finanziamento di oltre 2400 progetti.
- Potenziata la
rete telematica della pubblica amministrazione piemontese (Rupar) che conta
2.150 enti collegati con oltre 2.700 sedi. E’ stato inoltre avviato il
progetto Rupar 2 per dare al Piemonte un’infrastruttura di connettività
diffusa su tutto il territorio, al servizio della pubblica amministrazione,
cittadini, imprese ed enti di ricerca,
- Per quanto
riguarda il settore della protezione civile, assume particolare rilevanza
l’approvazione della nuova legge regionale e dei cinque regolamenti attuativi
(che completano così l’intera riforma del settore) e la rilocalizzazione della
sede del settore e della nuova sala operativa progettata per affrontare, con
dotazione di altissima tecnologia, le emergenze regionali; infine il
completamento della colonna mobile regionale.
- A partire dal
2003, con il trasferimento in Arpa dei servizi tecnici di prevenzione, è stata
ulteriormente realizzata (prima esperienza in Italia) una compiuta
integrazione delle conoscenze e delle capacità di intervento, indispensabile
presupposto per una corretta politica ambientale.
- Regione Piemonte
e Environment Park hanno istituito un premio per le imprese piemontesi che
investono in eco-efficienza.
- Con la l.r. 44 è
stata ridefinita la “mission” della politica delle Aree protette regionali
inserendola nelle strategie internazionali e comunitarie di conservazione e di
valorizzazione della biodiversità e riconoscendo in tali processi il ruolo
strategico e insostituibile delle comunità locali.
- Con riferimento
alla programmazione comunitaria sono stati avviati dalle Aree protette
regionali dal 1995 al 2004, 137 progetti con un investimento complessivo di 15
M€.
- Dal 2000 ad oggi
sono stati formati ed addestrati oltre 4.000 operatori professionali e
volontari del settore antincendi boschivi (Aib). Sono state rinnovate le
convenzioni operative con il Corpo Forestale dello Stato e con il Corpo
nazionale dei Vigili del Fuoco. L’Aib del Piemonte è il primo in Italia ad
aver ottenuto la certificazione ambientale secondo le normative europee.
- La Regione ha poi
attivato circa 10 milioni di euro di investimenti per potenziare la filiera
legno-energia per l’attivazione di impianti per la produzione di energia
alimentati con biomassa.
- Formati oltre
4.000 operatori antincendi boschivi ed avviati i corsi di formazione e
specializzazione degli operai forestali regionali.
- Il Piemonte
presenta una delle migliori estensioni forestali in Italia: oltre 740.000
ettari. Un patrimonio di grande valore arricchito dalla presenza di 23 alberi
monumentali, per la cui tutela, in questi anni, la Regione ha operato su più
fronti: realizzando un censimento diffuso e sottoponendoli ad apposite cure e
poi con attività di promozione.