"Occorre vivere
una spiritualità che aiuti i credenti a santificarsi attraverso il proprio
lavoro, imitando San Giuseppe, che ogni giorno ha dovuto provvedere alle
necessità della Santa Famiglia con le sue mani e che per questo la Chiesa addita
quale patrono dei lavoratori". È quanto ha raccomandato Benedetto XVI
durante la solenne Concelebrazione Eucaristica per il mondo del lavoro,
presieduta nella mattina di domenica 19 marzo all'altare della Confessione nella
Patriarcale Basilica Vaticana. Alla Santa Messa ha partecipato un folto gruppo
di dirigenti ed aderenti al Movimento Cristiano Lavoratori di Alessandria
(Piercarlo Fabbio, Adolfo Licandro, Mario Basile, Mauro Bovone, Gabriele Campa,
Matilde Campa, Davide Fabbri, Antonio Peroni, Luciano Vandone, ospite il
Presidente Regionale MCL Piemonte, Dino Squeo), che ha anche avuto modo di
salutare il Vescovo della nostra Diocesi, Mons. Fernando Charrier.
Ecco i punti nodali dell'omelia del Santo Padre,
come pubblicati dall'"Osservatore Romano":
Il Decalogo vuole
essere una conferma della libertà conquistata. In effetti i comandamenti, a
guardarli in profondità, sono il mezzo che il Signore ci dona per difendere la
nostra libertà sia dai condizionamenti interni delle passioni che dai soprusi
esterni dei malintenzionati. I "no" dei comandamenti sono altrettanti "sì" alla
crescita di un'autentica libertà.
Mediante la Legge
data per mano di Mosè, il Signore rivela di voler stringere con Israele un patto
di alleanza. La Legge, dunque, più che un'imposizione è un dono. Più che
comandare ciò che l'uomo deve fare, essa vuol rendere manifesta a tutti la
scelta di Dio: Egli sta dalla parte del popolo eletto; lo ha liberato dalla
schiavitù e lo circonda con la sua bontà misericordiosa. Il Decalogo è
testimonianza di un amore di predilezione.
La Legge mosaica
ha trovato pieno compimento in Gesù, che ha rivelato la saggezza e l'amore di
Dio mediante il mistero della Croce, "scandalo per i Giudei, stoltezza per i
pagani - come ci ha detto san Paolo nella seconda lettura -, ma per coloro che
sono chiamati, sia Giudei che Greci ... potenza di Dio e sapienza di Dio".
Proprio a questo mistero fa riferimento la pagina evangelica poc'anzi
proclamata: Gesù scaccia dal tempio i venditori e i cambiavalute. L'evangelista
fornisce la chiave di lettura di questo significativo episodio attraverso il
versetto di un Salmo: "Lo zelo per la tua casa mi divora".
L'odierna Celebrazione Eucaristica, che unisce alla meditazione dei testi
liturgici della terza domenica di Quaresima il ricordo di San Giuseppe, ci offre
l'opportunità di considerare, alla luce del mistero pasquale, un altro aspetto
importante dell'esistenza umana. Mi riferisco alla realtà del lavoro, posta oggi
al centro di cambiamenti rapidi e complessi.
Il lavoro riveste
primaria importanza per la realizzazione dell'uomo e per lo sviluppo della
società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno
rispetto dell'umana dignità e al servizio del bene comune. Al tempo stesso, è
indispensabile che l'uomo non si lasci asservire dal lavoro, che non lo
idolatri, pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo della
vita.