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domenica 13 gennaio 2008
Famiglia, Vita, Stato: il MCL riflette sui temi dell'uomo
La sintesi della relazione di Costantino Squeo, Presidente Regionale del Movimento Cristiano Lavoratori, che oggi a Torino ha tenuto un suo importante convegno di carattere nazionale.
LA RAGIONE DEI VALORI: IL LAVORO E’ UN
VALORE
Il Piemonte è una
delle Regioni Italiane che da sempre si è distinta per la sua capacità
imprenditoriale. Il lavoro, per i piemontesi, è sempre stato un valore prima di
essere una necessità.
La storia della nostra Regione ci insegna che questa predisposizione si è
dimostrata quella più consona per soddisfare le richieste del mercato; le
aziende piemontesi sono state di grande esempio a livello nazionale ed
internazionale anche negli anni passati.
Tutte le nostre province vantano una tradizione che difficilmente può essere
paragonata a quella di altre città.
(…) Per questo diventa una necessità affrontare la questione salariale. Molte
famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese. La disuguaglianza sociale
in Italia è molto più grave che nel resto d’Europa e in tutti questi anni
abbiamo subito un forte logoramento dei salari e delle pensioni.
In ogni caso, il sistema per intervenire è quello della contrattazione. Non si
chiedono aumenti salariali “a prescindere”, ma legati al merito e alla
produttività. Ma anche il salario che scorre sottobanco,(straordinari in nero)
deve emergere.
(…) Sarebbe un errore affrontare la questione salariare senza considerare la
pressione fiscale pro capite che attanaglia le famiglie a causa delle politiche
economiche intraprese ultimamente, quindi bisognerebbe trovare un altro metodo
per rendere più giusto ed equo il sistema fiscale.
Le tasse non sono mai belle come suggerito dal nostro Ministro delle finanze, ma
sicuramente meno dolorose quando le pagano tutti. Non bisogna dimenticare che
devono costituire anche un meccanismo di redistribuzione della ricchezza
prodotta.
Proprio in questi giorni, finalmente, le parti sociali esaminano la possibilità
di ottenere maggiori detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti, mi auguro
che questa concertazione generi benefici per la nostra economia affinché sia il
primo passo verso una radicale svolta delle politiche economiche di questo
Governo.
(…) il lavoro sommerso, (…) non solo crea un danno economico, ma è anche un
limite per la sicurezza dei lavoratori.
(…) Una strage resa ancora più dura dalla consapevolezza che in troppi casi non
si tratta di incidenti ma di logica conseguenza dell'assenza delle norme di
sicurezza e dello stress a cui sono sottoposti i lavoratori. È evidente che se
questi sono i dati qualcosa della legge 626 non funziona, a partire dai
controlli esterni ma anche dall'organizzazione interna che dovrebbe verificare
la corretta applicazione della norma. Quella legge impone formazione,
informazione e condivisione della sicurezza all'interno dell'azienda con il
coinvolgimento degli stessi lavoratori. Molto spesso, però, si traduce solo in
produzione di carta.
È necessario intervenire insieme alle imprese, anziché vessarle fiscalmente e
burocraticamente, occorre fare un patto per la sicurezza, intensificare i
controlli ed eliminare il meccanismo appalti-subappalti. (…)
LA FAMIGLIA: LA FAMIGLIA E’ UNA RISORSA
E NON UN PROBLEMA.
Quello che sta
avvenendo oggi è che, non esiste una politica familiare, ma si mettono in campo
strumenti di natura assistenziale per aiutare a tirare a fine mese. (…) Il punto
è che viene dimenticato il “valore sociale aggiunto” della famiglia, come
effetto della stabilità e della durata dei legami, come capacità di
redistribuzione equitativa interna e come contributo rigenerativo del capitale
sociale della società. (…) Tutte “funzioni” che storicamente sono state
riconosciute alla famiglia e, su cui, in Italia, si è sempre fatto conto.
(…) Questo, oggi, lo Stato non lo riconosce: “Tu ci paghi le tasse e noi ti
rendiamo i servizi”, rispondono dai Palazzi.
Ma non basta: un sistema di questo tipo va addirittura a minare questi rapporti,
vessando le famiglie e arrivando quasi a suggerire al cittadino di separarsi
dalla moglie per pagare meno tasse.
(…) Le famiglie non arrivano a fine mese, se ne parla da tempo e, qualcuno, si
gloria di avere staccato assegni di sostentamento da 150 euro per gli incapienti,
nuova categoria che, nella sostanza, fa dire ai poveri: «C’è chi sta peggio».
Non è la soluzione, ma è come mettere un cerotto per curare una malattia grave.
E anche i rari, apprezzabili sforzi fatti, per esempio, in materia di legge
delega sulla non autosufficienza (un fondamentale collegato alla Finanziaria
2008), alla lunga risulteranno solo tappi in una nave piena di falle: «Davanti
ai circa venti milioni di famiglie italiane si preferisce non intervenire contro
un’ingiustizia comprovata, per via di problemi all’interno della propria
coalizione politica, questo è il contrario di una politica per il bene comune.
Così, la battaglia diventa inevitabile. Bisogna contrastare la concezione
ideologica di chi non vuole sentire parlare di famiglia così come la
Costituzione indica. Meglio: così come la realtà stessa indica.
Contro un’ideologia che vuole ridurre tutto al rapporto tra cittadino e Stato,
eliminando qualsiasi altro tipo di interlocutore che possa inserirsi nel mezzo,
questo è esattamente l’opposto del principio di sussidiarietà.
(…) Ricordo con piacere che il MCL Piemonte ha partecipato in massa all’evento
dell’anno “il FAMILY DAY” e la proposta di legge sui “DICO” non è stata
approvata anche perché in quell’occasione tutti i Cattolici si sono coalizzati
per difendere quel VALORE scolpito fortemente nelle nostre coscienze che
qualsiasi altro pensiero politico si è dimostrato troppo debole per dividerci
sul nostro essere cattolici nella società. (…)
Quanto detto, rafforza il principio che per coppia s’intende il matrimonio tra
un uomo ed una donna. (…) Quindi, per rispondere alle sfide poste alla famiglia,
rispondiamo con le parole di Benedetto XVI:
“Il segreto è proprio vivere il Vangelo”, in un’epoca in cui la famiglia vive
spesso “situazioni complesse e difficili”. "Si pensi alle incertezze dei
fidanzati dinanzi a scelte definitive per il futuro, alla crisi delle coppie,
alle separazioni e ai divorzi, alle unioni irregolari, alla condizione delle
vedove, alle famiglie in difficoltà, all’accoglienza dei minori abbandonati".
LA VITA
La malattia, la
sofferenza e la morte sono inevitabilmente parte della vita di ogni essere
umano. Poiché nessuna condizione di salute toglie dignità alla vita umana, in
una società davvero libera, solidale e democratica, malattia e sofferenza non
possono e non devono diventare motivo di solitudine, abbandono, emarginazione e
discriminazione sociale del malato e della sua famiglia, come è indicato negli
articoli 3 e 32 della nostra Costituzione e in molte altre Dichiarazioni e
Convenzioni internazionali, ultima delle quali la Convenzione dei diritti delle
persone con disabilità, promulgata dall’assemblea generale dell’ONU il 13
dicembre 2006 e firmata dall’Italia il 30 marzo 2007.
In questi ultimi anni il dibattito pubblico e la richiesta alle istituzioni si è
incentrata sulla richiesta della libertà di poter morire.
Ciò che noi chiediamo alle istituzioni è che i malati e le loro famiglie siano
finalmente messi nelle condizioni di essere liberi di vivere.
Non bisogna dimenticare che la vita è dal concepimento alla morte naturale.
Quando l’embrione è stato prodotto non può essere abbandonato ed ha diritto ad
essere riconosciuto come figlio da coloro che ne hanno consentito la formazione.
I genitori hanno il diritto-dovere di accogliere l’embrione, di prendersi cura
di lui e del suo sviluppo.
I legami del sangue sono presenti sia nella formazione naturale, sia nella
formazione artificiale.
Questa verità che proviene dalla natura fa vedere il comportamento superficiale,
immorale di quelle coppie che ricorrono alla fecondazione in vitro per avere un
figlio e poi al momento di assumersi la responsabilità dell’impianto scompaiono,
lasciando gli embrioni orfani nei centri di conservazione.
(…) L’aborto non è un diritto, ma è un delitto. Fra tutti i delitti che l’uomo
può compiere contro la vita, l’aborto procurato ha tali caratteristiche che il
Concilio Vaticano II lo definisce abominevole.
L’accettazione dell’aborto nella mentalità, nel costume e nella stessa legge è
il segno di una pericolosissima perdita della capacità di distinguere tra il
bene e il male, anche quando si tratta del diritto fondamentale alla vita.
Di fronte ad una situazione così grave bisogna avere il coraggio di chiamare le
cose con il loro nome.
(…) Invece di parlare di aborto si dice: interruzione della gravidanza. (…)
L’aborto è un delitto che assume una particolare gravità perché viene soppresso
un essere umano che si affaccia alla vita, il più innocente tra tutti, che non
può essere considerato un aggressore e tanto meno un ingiusto aggressore.
Questo essere umano è debole, inerme, privo anche di quella minima forma di
difesa che è data dal pianto del neonato. È totalmente affidato alla protezione
e alle cure di colei che lo porta in grembo. Eppure spesso è proprio lei, la
madre, a chiederne la soppressione o a procurarla.
La RU 486, (cioè il mifepristone), è una sostanza in grado di consentire alle
donne che hanno scelto di abortire di farlo farmacologicamente, e non
chirurgicamente.
La nostra regione ne ha autorizzato la sperimentazione presso l’ospedale
Sant’Anna di Torino, non considerando che oltre alla questione etica, vi è un
grave rischio per le donne che scelgono tale metodo per abortire, infatti la FDA
(La Food and Drug Administration), l'agenzia federale americana incaricata del
controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha deciso di imporre misure
più rigide in seguito al riscontro di rischi d'infezione o di altri disturbi
gravi, in alcuni casi il decesso, in seguito all'uso della pillola RU 486.
(…) Bisogna partire dalla convinzione che la questione “aborto” non può essere
considerata “un capitolo chiuso” della storia dell’uomo e liquidata come
“definitiva conquista di civiltà”; condividendo la posizione di quanti negli
anni hanno inteso contrastare il fenomeno dell’aborto senza colpevolizzare
quelle mamme che sono state indotte con l’inganno ad una scelta tanto terribile
e quindi, si ritiene fondamentale rilanciare con forza un dibattito regionale
sull’aborto, perché si nasconde ai più piccoli la verità essenziale che
l’aborto, qualunque ne sia la causa, è sempre un omicidio.
MCL Piemonte Bilancio consuntivo e
preventivo
Dopo il 29 ottobre
2005, data del Congresso Regionale, in Piemonte il Movimento Cristiano
Lavoratori ha iniziato una nuova vita puntando molto sulla cooperazione tra
Unioni Provinciali cercando di migliorare i servizi per far crescere lo stesso
Movimento consapevoli che senza il Movimento non vi sono i servizi e viceversa.
Questa Unione Regionale si è catapultata con un proprio comunicato stampa a
difendere il Pontefice dagli spregevoli attacchi da parte di alcuni esponenti
politici regionali di primo piano che accusavano il Santo Padre di ingerenze
nella vita politica della Nazione.
In particolare si è voluto precisare che gli interventi della Chiesa sulla
protezione della vita in ogni suo stadio dal concepimento alla morte naturale,
la difesa della naturale struttura della famiglia quale unione tra un uomo ed
una donna basata sul matrimonio e la protezione del diritto dei genitori ad
educare i figli, non possono essere considerati un’ingerenza, ma solo la difesa
del Cristianesimo e sono finalizzati ad illuminare le coscienze di tutti gli
uomini.
La Chiesa non è né di destra né di sinistra, ma ha il dovere ed il diritto di
intervenire in qualsiasi momento per salvaguardare i principi ispiratori del
cristianesimo.
Numerosi incontri hanno caratterizzato questi due anni creando, grazie
soprattutto all’impegno delle Unioni Provinciali. (…)
Concludendo, si può affermare che il bilancio di questi due anni è senza dubbio
positivo, anche se c’e da evidenziare una nota dolente: l’autonomia finanziaria
regionale.
(…) Mi auguro che, dopo la Conferenza Programmatica Nazionale, anche questo
problema possa trovare soluzione.
Con grande piacere vi comunico che dal prossimo mese di febbraio entrerà in
funzione il sito regionale del Movimento con una pagina riservata alle Unioni
Provinciali e la responsabilità tecnica è stata affidata all’amico Ing. Vincenzo
Pasino di Alessandria.
Volevo comunicarvi inoltre che questa Unione Regionale organizzerà entro il
prossimo mese di giugno, una tavola rotonda con i politici locali e regionali
per discutere di “VALORI CRISTIANI IN POLITICA”
Alla luce delle grandi manovre dei partiti politici italiani, questo Movimento
ha il dovere di intervenire a difesa di quei Valori non negoziabili. (…)
Costantino Squeo
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