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sabato 23 febbraio 2008
Sanità: tra Ospedale e territorio. Uno snodo difficile
Mauro Cappelletti, medico, consigliere comunale di Forza Italia verso il Popolo delle Libertà, espone alcune problematiche connesse alla sanità in provincia. E ritiene che...
Ci troviamo di fronte
ad uno snodo difficile dal quale può dipendere il futuro della sanità in Italia.
Si parla di costruire ospedali nuovi e di fare una medicina di famiglia
organizzata in mega gruppi di cure primarie (UMG).
Gli uni e gli altri
hanno bisogno di una gestione amministrativa (queste strutture hanno molti
dipendenti, magazzini e fornitori molto complessi), di una gestione tecnica (i
locali devono rispondere ad esigenze funzionali sempre più complesse), di una
gestione politica (che si confronti con le esigenze locali, i comuni, informi i
cittadini ad esempio che servono oggi meno pediatrie e più sezioni di
lungodegenti), di una gestione medica assistenziale (saper applicare sul campo
clinico le conquiste scientifiche e tecnologiche, far funzionare il ciclo delle
cure), di una gestione medica professionale (conoscere, misurare, quantificare
quanti interventi chirurgici, quanta radiologia, quanti ricoveri, quanti
interventi domiciliari e riabilitativi servono).
Questo per poter distribuire le risorse, settorializzare i posti letto, mettere
in rete i servizi.
In ultimo bisogna poi verificare i risultati, correggere gli errori, valutare i
costi delle cure e la loro sostenibilità, fare la gestione informatica dei dati
e il loro utilizzo. Per la Medicina di famiglia convenzionata, per fare le UMG
dovranno essere trovate le risorse per attuare il passaggio ad una struttura
complessa con figure dirigenti simili al comparto dipendente.
La scienza medica evolve (in modo così veloce che siamo molto in ritardo nella
applicazione clinica delle scoperte della ricerca) e occorre continuamente
tarare e ritarare i costi e le prestazioni e valutare la qualità.
Queste gestioni per il corretto funzionamento della macchina sanitaria devono
giocoforza integrarsi.
Se non accadrà prevarrà una gestione a scapito delle altre.
Se prevarrà la gestione amministrativa verranno fuori carrozzoni basati sulle
note logiche di rigidità strutturale proprie del pubblico impiego e quindi non
funzionanti per la sanità.
Se farà tutto la politica nascerà un apparato burocratico lontano dai medici e
dai bisogni dei cittadini.
Se prevarrà solo la logica medica avremo potenzialità non realizzate e
frustrazioni da impotenza perchè da soli i medici non potrebbero mettere in
pratica le loro intenzioni.
Per riuscire a
risolvere questo conflitto deve esserci un team di amministratori capaci e
preparati, politici corretti e lungimiranti, architetti e ingegneri competenti,
medici preparati e organizzati con società scientifiche e sindacati di
categoria.
Se ciò non sarà perderemo il treno della modernità della medicina retrocedendo a
situazioni di serie B di paesi più arretrati.
Intanto la situazione
continua a complicarsi per nuovi problemi: la popolazione raggiunge età sempre
più avanzate con polipatologie, le cure oncologiche, cardiologiche, ortopediche,
psichiatriche hanno costi in continuo aumento, la popolazione lavorativa attiva
che copre questi costi è sempre più ridotta a fronte di un sempre maggior numero
di immigrati (anche il 10%) che utilizzano il nostro sistema sanitario in parte
non contribuendo per niente (irregolari) in parte contribuendo poco, scaricando
così sulla popolazione residente anche i loro costi.
La sfida non è mai stata tanto complessa come oggi.
Mauro Cappelletti
Consigliere
Comunale FI - Popolo delle Libertà
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