Gentile direttore,
ho letto con
interesse i dotti saggi storici raccolti nel volume “Alle origini di
Alessandria” presentato in occasione delle celebrazioni per 1’837° compleanno
della città, che per convenzione si fa cadere il 3 maggio. Questa data, secondo
l’intervento introduttivo del sindaco Mara Scagni, “è stata individuata con il
prezioso contributo del nostro più famoso concittadino, Umberto Eco”.
Su questo punto devo
fare qualche precisazione, e la signora Scagni non me ne vorrà se mi permetto di
contestare la sua affermazione: del resto non è detto che un sindaco debba
essere anche uno storico (in fondo non lo è neppure Umberto Eco).
Com’è noto a chi si
interessa di storia alessandrina, il 3 maggio 1168 Alessandria compare per la
prima volta in un documento, che è poi il testo del trattato di alleanza
politico-militare sottoscritto dai consoli alessandrini nel congresso di Lodi
della Lega Lombarda. Questa data, che - come scrive Fausto Bima nella sua Storia
degli Alessandrini del 1965 “segna l’ingresso del nome civico nella storia
patria”, è riconosciuta come tale un po’ da tutti gli storici locali, a
cominciare da Guglielmo Schiavina nel Cinquecento giù giù fino al Graf - in un
importante saggio sulle origini della città pubblicato nel 1888 -, al Gasparolo
e ad altri dei giorni nostri.
Non so quando Eco ha
ispirato la signora Scagni sulla questione del 3 maggio; certo è che ‘‘il nostro
più famoso concittadino” non ha fatto una grande scoperta. Ricordo che l’idea di
fissare una data a cui richiamarsi per celebrare ogni anno la nascita di
Alessandria venne a Piercarlo Fabbio durante l’ultima amministrazione Calvo.
L’allora presidente
del consiglio comunale invitò in municipio alcune persone interessate al
progetto. Si discusse la cosa, io proposi il3 maggio in base alle argomentazioni
di cui sopra, Fabbio non scartò la mia idea, ma si riservò per scrupolo di
nominare una commissione di esperti, nel caso ci fosse un documento anteriore a
quello relativo al congresso di Lodi e finora ignorato.
Non so come e dove la
commissione lavorò, ma evidentemente la datazione da me indicata dovette andare
bene, visto che il Comune ormai la festeggia con varie iniziative.
Così stanno le cose.
Non sono qui a
vantarmi d’aver scoperto una data a cui fare riferimento quando si voglia
ricordare le origini della città, perché il significato del 3 maggio 1168 è noto
ai cultori di storia locale da cinquecento anni.
Una volta tanto mi
piace uscire allo scoperto per dire come si arriva a certe notizie. Nel caso
specifico mi rammarico solo che nella presentazione di questo bel libro sia
stato ignorato il ruolo avuto a suo tempo da Piercarlo Fabbio.
Claudio Zarri
Da “Il Piccolo” – venerdì 13
maggio 2005 – pagina 20