|
domenica 29 novembre 2009
Fabbio risponde ai commercianti: perché si paga la sosta nella pausa pranzo
Prima risposta di sette che intendono chiarire alcuni aspetti di una diatriba che non ha ragione d'essere. Tema dopo tema il sito pubblicherà le considerazioni del primo cittadino
Ho ricevuto il 5
novembre scorso, con inusitato ritardo rispetto all’urgenze da voi segnalatemi,
una vostra petizione datata 29 settembre.
Esprimete, nel testo, alcune considerazioni di largo raggio (le localizzazioni
L2 a Spinetta e in regione Osterietta, peraltro non afferenti a scelte
incardinabili nel nostro mandato amministrativo; la sfavorevole congiuntura
economica, che, ahimè è ben altro e di più, cioè recessione, la più grave
malattia che possa colpire un sistema capitalistico come quello basato sul
modello occidentale ormai accettato a livello globale) per poi segnalarmi di non
occuparmene, di fatto, ma di rimuovere “gli ostacoli più evidenti
all’accessibilità, vivibilità e fruibilità del centro cittadino”.
Mi attengo disciplinatamente alle vostre richieste e a tali rispondo, ritenendo
per vostro stesso orientamento, evidentemente sgradite considerazioni che non si
riferiscano a queste. Mi permetto di segnalare che trattasi di un errore di
metodo assai grave, ma non voglio certo io sottrarvi tempo. Purtroppo se
togliete ad amministratore la possibilità di spiegare le sue scelte in un quadro
più ampio è come se ad un uomo toglieste l’anima.
Comunque ecco i problemi segnalatimi:
a) Eliminare
immediatamente la sosta a pagamento nella pausa pranzo. Quando ho
iniziato il mio mandato, ho provveduto immediatamente a revocare la ZTL come
configurata dalla Giunta precedente, a riordinare la viabilità, a pensare e
cominciare a realizzare un piano di asfaltature e ripavimentazioni delle vie del
centro (Gagliaudo, Parma, Roma, Tripoli, Machiavelli, piazzetta Lega, e via di
seguito), ad individuare condizioni per una migliore disposizione dei dehors e
ad incoraggiare un uso più sociale del centro, inteso anche come bene di un
certo pregio da mettere a disposizione di tutti. L’azione sulla ZTL aveva tre
scopi: migliorare la raggiungibilità con l’auto di molte zone del centro,
distribuire su una superficie più vasta la produzione di inquinanti che comunque
le automobili conducono (operazione che ci ha consentito in un solo anno di
rientrare nei parametri medi europei, nonostante la nostra allocazione in
Pianura Padana), rendere, attraverso la tariffazione, scoraggiare la permanenza
nel centro dei veicoli a combustione (elettrici e ibridi non pagano alcunché),
ritenendola inutile alle attività economiche. Insomma più rotazione e meno
permanenza incoerente. C’è di più. Molti cittadini ci chiedevano di preservare
il centro dalle auto e quindi tenere in conto anche questo ragionamento ci ha
portati a pensare che scoraggiare la permanenza attraverso la tariffazione fosse
un’operazione solo da portare a termine occupando la cosiddetta pausa pranzo.
Reali problemi alla stragrande maggioranza delle attività commerciali non
avremmo apportato, visto la chiusura delle stesse nell’arco orario preso in
considerazione. Eppure mi sono peritato di offrire – a chi poteva anche essere
solo concettualmente danneggiato – blocchetti di voucher a metà prezzo, per
poter offrire ai clienti l’opportunità di parking a bassissimo costo. Non mi
pare che questa opportunità sia stata sfruttata fino in fondo dagli interessati,
stante le informazioni che ATM mi trasmette. Peraltro l’incentivare la sosta di
medio termine avrebbe sfavorito chi, come bar e ristoranti, hanno necessità di
essere raggiunti, ma di vedere una rotazione continua possibile nella pausa
pranzo. Questo ragionamento fa il paio con coloro che chiedono, per il periodo
natalizio, la sosta gratuita in piazza della Libertà. Così facendo più della
metà dei posti viene occupata da residenti o dipendenti di pubbliche attività e
si finisce per limitare l’accesso degli acquirenti potenziali, piuttosto che
favorirlo.
Piercarlo Fabbio
(continua)
|