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domenica 15 novembre 2009
Dal sacrificio di Nassiriya la riscoperta di una Nazione
Il sindaco Piercarlo Fabbio ricorda il martirio dei militari italiani in Iraq nel giorno dell'anniverario dell'attentato
Non vorremmo mai che
un ricordo diventasse una vacua celebrazione, tantomeno quando gli eroi che
ricordiamo sono i protagonisti della pace, della civile convivenza, della
democrazia dal percorso lento ma inesorabile, del sacrificio in nome di una pace
che ogni giorno, in Iraq, veniva in allora squassata da bombe contro la
popolazione, da atti disumani contro i militari di stanza nelle città più a
rischio.
Così a Nassiriya sei anni fa, il 12 novembre 2003, un’operazione di peacekeeping
si trasformava in un’immane tragedia, perché minava alle radici la nostra stessa
ragione di permanere in quei territori per recare una nuova frontiera di libertà
e democrazia.
Ancora oggi vogliamo, al di là delle parole usate, dei riti, delle cerimonie,
delle liturgie istituzionali, dei silenzi e delle urla, riscoprirci vicini alle
famiglie così terribilmente colpite dalla morte dei loro cari.
Ancora oggi ritengo sia importante segnalare la forte tensione ideale con la
quale la comunità alessandrina ha risposto al vile attentato contro il nostro
contingente militare a Nassiriya. Una compostezza delle coscienze e dei modi che
ci fa comprendere come i nostri concittadini, pur solidali nel dolore, abbiano
preferito rispondere con fermezza ed unità alla prepotenza cieca del terrorismo,
consapevoli della tragedia che ha colpito l'Arma dei Carabinieri, le Forze
armate, il Paese e la comunità internazionale.
I nostri obiettivi di allora, accelerare in tutti i modi il completo ritorno
dell'Iraq ad una democrazia pienamente e legittimamente governata dal suo
popolo, appaiono oggi più chiari come appare quanto fosse inutile dividersi.
Ricordo un episodio. Nel giorno di lutto cittadino proclamato poche ore dopo il
drammatico attentato vidi apparire, su molti balconi della nostra città, le
bandiere italiane, esibite con modestia e con orgoglio, con l'abbrunata mestizia
che ancora oggi accampa nei cuori e nelle menti di tantissimi concittadini.
Dobbiamo la riscoperta di quest'idea di nazione salda, forte, calda e
partecipata agli eroi della pace che oggi salutiamo. Il loro sacrificio ci ha
ritornato chiaro e netto il valore dell'appartenenza alla nostra comunità
nazionale, ci ha riconsegnato il dono di un'unità nazionale mai sopita, ma a
volte nascosta senza ragione, più volte confusa con il nazionalismo, troppe
volte raffrontata con gli errori di una storia, che ogni giorno scriviamo, ma
che ogni giorno ci dimentichiamo - colpevoli - di rileggere.
Piercarlo Fabbio
sindaco di
Alessandria
Alessandria, 12
novembre 2009
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